Il sale di Venezia: la prima risorsa per i commerci di una Repubblica ricca ed illuminata nascente.

plan-lagunedevenise.jpgL’inizìo della Repubblica di Venezia fu caratterizzato dal fiorente commercio tra le due sponde dell’Adriatico che distano in media tra di loro circa un centinaio di miglia. Il primo scambio di merci avvenne, conosciamo dalle antiche documentazioni si svolgeva tra il litorale e le isole della laguna mediante piccole imbarcazioni, adatto alla navigazione tra i canali di basso fondale.

Comacchio 1.jpgComacchio.jpgDa questo traffico ebbe origine un primo collegamento con Comacchio e Ferrara a sud, con Grado ed Aquileia a nord, ed infine il retroterra attrverso le vie naturali dei fiumi.

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Grado.jpgIl commercio con le materie prime in un’area più vasta si svolse poi con Ancona e le Puglie nella costa occidentale e con i numerosi porti della costa orientale.

Ancona, con il suo porto naturale costituiva una base allo sbocco di un’antica strada romana, che attraverso l’Appennino giungeva fino a Roma.

Dalle Puglie la Venezia nascente importava derrate alimentari come grano, Aquilieia.jpgvino ed olio che poi venivano esportate ai vari centri della pianura padana. Venezia deteneva quindi il monopolio del sale ed aveva una speciale magistratura a sovrintendere questa risorsa così fruttifera nei secoli.

La principale forma di ricchezza per Venezia nell’XI secolo era costituita dal commercio dell sale , ricavato dai giacimenti di acqua salata, le cosiddette saline in gran parte, all’inizio, di proprietà delle grandi abbazie. Lo Stato era intervenuto in questo commercio con un interessamento diretto, allo scopo non solo economico ma anche politico nell’assunzione di un monopolio così fondamentale per la vita della città. ” questo popolo” si diceva dei veneziani “non ara, non semina, nè vendemmia, eppure ha tanta ricchezza”.

05_Magazzini-del-sale.jpgbarche per trasporto sale a Venezia.jpgPoteva sembrare un paradosso per un’economia basata sui prodotti agricoli, com’era in genere quella medioevale. Venezia nello scambio e nel monopolio di alcuni prodotti essenziali ebbe un innato fiuto mercantile, una concezione così deterninata dalla coscienza delle sue forze ma anche delle sue debolezze ” il difetto di altre risorse naturali” dice Michel Mollot ” costuituiva in sostanza un incitamento saline a Venezia.jpgsaline-di-comacchio.jpgpressante a fornire al traffico vivacissimo un carico di sale disponbibile sul posto ad una clientela sempre assicurata.

magazzini del sale 2.jpgimmagine di saline a Venezia.gifmagazzini del sale Venezia.jpgLo sviluppo del commercio del sale a Venezia verso il mille non  aveva equivalente in tutta Europa: questo fu l’inizio della  grande storia di una grande, unica città Stato che divenne in seguito la fiera Serenissima.

 

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